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Ho appena finito di leggere il testo teatrale di "Lina". Quello integrale.
Non ce la faccio a non piangere. Avevo le lacrime agli occhi quando l'ho visto a teatro. E anche adesso. E' un pugno nello stomaco. Mi domando come abbia fatto Irene a scrivere questa storia.
E' difficile rigirarsi tra queste emozioni che parlano di abbandoni, di necessità di vivere, e del tempo, che ti fissa come una farfalla attaccata nella sua teca. con il chiodo.
Non so bene come immaginarmi Lina, una ragazza di trent'anni. Mi viene da pensare a mia sorella. Io ne ho trentasei e a trenta ancora non sapevo cosa avrei fatto, non che ora lo sappia, ma prima era tutto più confuso.
Non so immaginare il suo corpo, le sue mani, il suo odore. Che giochi faceva? Ed era triste? O a volte rideva anche lei?
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