venerdì 13 aprile 2012

Graphic novel e ispirazioni

Mi ripeterò, ma da quando ho iniziato a pensare a questo progetto di Lina, mi sono naturalmente riavvicinata alla lettura dei fumetti.

Oltre quelli che ho in casa e che avevo comprato tempo fa, adesso mi piace spulciare in libreria e in biblioteca, per vedere un po' cosa mi sono persa e come gli altri raccontano le storie.

Ho già nominato "Sofie e Abou" , scovato per caso in biblioteca, che segue lo schema a quattro strisce dei fumetti francesi.
Effettivamente questo tipo di gabbia è un po' soffocante per certi versi, anche se la narrazione non risulta mai pesante, anzi si legge agevolmente.

Mi piace lo stile che sembra "schizzato" sul momento, come se l'autrice l'avesse realizzato lì per lì, senza stare troppo a pensarci su.

In libreria invece, mi ha incuriosito "Il gusto del cloro", una graphic novel (ora si chiamano così) veramente leggera, che ho divorato seduta su un divanetto davanti ad un caffè.

I dialoghi sono pochi e la storia si racconta tra pause, silenzi, bracciate e il  brusio dei pensieri nell'acqua.

Sarà che la piscina è stato uno dei miei luoghi, sarà che conosco bene il gusto del cloro ma mentre leggevo, potevo respirare proprio lì.

Quando si dice che le immagini hanno un potere enorme...

Il fumetto è tutto colorato nelle varie sfumature di azzurro e questo lo rende molto acquatico, insieme ai "non contorni" dell'ambiente e dei personaggi.


Subito dopo, spulciando ho trovato "Sotto le foglie" di Gabriella Giandelli. Affatto leggero, racconta delle storie scomode, piene di segreti pesanti. Forse Lina appartiene di più a questo genere di graphic novel. La storia è più cupa, più interiore e drammatica.

Certo mi piacerebbe avere degli sprazzi di leggerezza. Ma forse non sarà questo il fumetto. Ora è altro che vuole essere raccontato.

Allora bisogna avere il coraggio di viaggiare anche su binari più dolorosi. Mettere le mani tra le braci, farsi mordere dagli scorpioni, guardarsi allo specchio.

Mi sento un diesel, raccolgo materiale, cerco uno stile grafico e narrativo. Non ho fretta. Non ne voglio avere. Oddio, magari per Natale...

Intanto voglio andare a leggere "Non mi sei mai piaciuto",  di Chester Brown e magari trovare qualcosa anche a colori.

1 commento:

  1. Ho dato un'occhiata a "Sofie e Abou", così come mi aveva consigliato Fab. La verità?! A me questo stile francese mette un po' d'ansia. Da dove proviene questo affollamento di cose? E pensare che i film francesi ( che io adoro), sono così dilatati... L'atmosfera de "Il gusto del cloro", mi piace un sacco. Ci si respira magnificamente dentro. Per quanto riguarda la nostra Lina, secondo me non importa se stiamo andando a raccontare una storia più drammatica. Proprio perchè cupa, ha bisogno di essere sostenuta da immagini che rappresentino (almeno in parte) il suo opposto, per venire fuori al meglio.

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